Ore 17:28
Oggi č
 
CELEBRAZIONE DEI FUNERALI

 
DAL  VICARIATO  UNA  RIFLESSIONE SULLA CELEBRAZIONE DEI FUNERALI

 

__________________ mons. Lodovico Furian

Questa riflessione, elaborata a piú mani, dapprima tra i preti e poi nel Consiglio Pastorale vicariale, è rivolta a tutte le parrocchie del nostro Vicariato di Schio.
 
In origine la riflessione fu provocata dall’esigenza di far fronte alle difficoltà derivanti dal numero via via piú esiguo di preti in attività pastorale, difficoltà che rendono sempre piú problematica la presenza del sacerdote in tutte le celebrazioni, in tutte le fasi richieste e per giunta in quel preciso momento, prefissato per lo piú per disposizioni esterne e, lo capiamo, insuperabili.
 
Capita a noi, presbiteri del popolo di Dio, di vivere a volte queste difficoltà come un intimo disagio, non facile da comunicare nei frangenti del dolore.

La riflessione, che qui sotto vi proponiamo, non si è fermata tanto a dare delle sforbiciate per alleggerire il carico sulle spalle dei preti – sono peraltro cose che verranno da sé in un prossimo futuro - quanto a caricare di senso e di importanza alcuni momenti, di altri piú significativi.

Vogliamo sottolineare, inoltre, quanto sia bello che ogni credente, pure nell’evento speciale della morte di un proprio caro, metta in atto ciò che a ciascuno è stato affidato fin dal proprio battesimo, il ministero cioè di suscitare la preghiera e di animare altri servizi, che per consuetudine antica abbiamo sempre affidato ad un prete. In questa consapevolezza, in questa disponibilità sono deposte, come in un seme, tutte le risorse che ci sono date per non morire di carestia negli anni che verranno.

In questo senso la riflessione proposta è soltanto un avvio che richiede continuità e approfondimento; la situazione futura nella Chiesa del Signore infatti sempre di piú domanderà ad ogni credente di essere in prima linea, attivo e responsabile. 

“Vi chiedo di leggere”; l’invito sta scritto in alto, sopra a queste mie righe. Sí, vi chiedo di leggere poiché, ciò che leggerete nelle pagine che seguiranno, può essere imbarazzante chiarire e faticoso accogliere quando il dolore ci turba l’anima e le lacrime ci velano gli occhi. Bisogna insomma anche in queste cose, come nella fede e nella speranza, seminare a distanza, in anticipo, prima che venga il momento cruciale.
Che cosa, dunque, leggerete?
Un paio di documenti. Il nome suona solenne, forse un po’ troppo; li chiamiamo tuttavia cosí perché sono il frutto di un cammino corale e rappresentativo.
Il primo è sintetico, esposto alla porta delle chiese e detta alcune norme a cui attenersi.
Il secondo, piú lungo, spiega il primo e ci aiuta a vivere in maniera significativa e partecipata i vari tratti della celebrazione e della preghiera per i nostri defunti.
VICARIATO DI SCHIO - DIOCESI DI VICENZA CELEBRAZIONE DEI FUNERALI

  

Consapevoli che la celebrazione del funerale di un proprio caro è un evento umano singolare e può essere una esperienza profonda di fede, di speranza e di carità nella condivisione del dolore, i Sacerdoti vogliono essere attenti a celebrare le liturgie funebri con tutta la dignità e la partecipazione che esse comportano.

Per sostenere tale dignità, nonostante il numero sempre piú ridotto di preti e la conseguente difficoltà di essere presenti in tutte le fasi della celebrazione, i sacerdoti del Vicariato concordano quanto segue.

  1. La veglia di preghiera (o rosario meditato) per il defunto si celebra in parrocchia all’antivigilia o alla vigilia del funerale in un orario concordato e che favorisca la presenza della comunità.
  2. Ordinariamente alla chiusura della bara la salma, nei limiti del possibile, sarà benedetta dal cappellano dell’ospedale o della casa di riposo. La benedizione va domandata al cappellano anche tramite l’Agenzia funebre, dopo che questa ha sentito i familiari e il parroco.
    Il sacerdote celebrante attende alla porta della chiesa, dove accoglie il defunto. 
  3. In caso di cremazione, la preghiera di benedizione delle ceneri, per chi la chiede, sarà fatta al cimitero, in un orario da concordare con il parroco.

 Ci illumini il Dio della vita e ci riscaldi di speranza per la fede nel Signore Risorto.

 Vicariato di Schio 17 gennaio 2006

 

Riflessioni per celebrare con fede la morte dei Nostri cari

    1. La veglia di preghiera o il rosario meditato, se celebrati in parrocchia, possono favorire la presenza del sacerdote, che tuttavia non è da considerare indispensabile.
Nella scelta dell’orario si cerca di favorire la presenza dei cristiani della comunità. Diventa un momento di riflessione, di catechesi e di testimonianza.
Inoltre lo scambio delle condoglianze fatto in questa circostanza può ridurre il tratto di tempo, dedicato a questo scopo, tra la celebrazione eucaristica e la tumulazione in cimitero.

    2. Benedizione della salma alla chiusura della bara e accoglienza alla porta della chiesa.
Ordinariamente il sacerdote celebrante attende il defunto alla porta della chiesa e lo accoglie, evitando cosí di andare all’ospedale o in altre case di cura per la chiusura della bara.
    a) Certamente questo fatto costituisce un piccolo alleggerimento dell’impegno del sacerdote celebrante, data la difficoltà sempre piú crescente di far fronte a tutte le richieste, a causa del calo di “operai del vangelo”, a tutti noto. È anche un modo per consentirgli di preparare meglio la celebrazione e di dare risalto all’accoglienza del defunto alla porta della sua chiesa, un gesto questo di grande significato.
    b) Al momento, nei nostri ospedali, anche in quelli limitrofi e nelle case di riposo degli anziani, i cappellani, in linea di massima, se avvertiti dai familiari direttamente o tramite il parroco e l’Impresa funebre, hanno dato la loro disponibilità per benedire la salma alla chiusura.
Non sempre però e non ovunque (pensiamo che i nostri defunti possono giungere da varie località, oltre il comune di Schio) ci potrà essere, specialmente in un prossimo futuro, un cappellano disponibile e proprio in quel momento preciso, cioè quello della chiusura della bara.
    c) Allora bisognerà abituarsi a valorizzare altri momenti e altri ministeri.
Innanzitutto si raccomanda ai familiari di chiedere e di celebrare, nel corso della malattia, il sacramento dell’ unzione degli infermi …quando il malato è ancora cosciente!
Vogliamo dire, poi, che è altamente significativo, ed è pure in grado di compensare il momento della chiusura della bara, l’incontro di preghiera e di fede nell’ora del decesso o nel tempo immediatamente successivo.
    d) Inoltre attorno alla salma, nell’attesa della chiusura, è desiderabile che qualche parente o amico intoni e diriga una preghiera appropriata; una bella testimonianza di fede e di ministerialità che può anche sostituire la presenza del prete; anche cosí infatti il Signore della Risurrezione si fa presente. ‘Dove due piú saranno riuniti nel mio nome io sarò presente in mezzo a loro” (Matteo 18, 19).
Vedremo in proposito di fornire le celle di attesa di qualche strumento di preghiera adatto.
    e) D’altro canto l’aspersione piú significativa, da mettere in risalto nel cuore delle liturgia, viene fatta nella preghiera di commiato, all’ultimo saluto che la comunità esprime in chiesa, prima di uscire. Là l’acqua ‘zampilla per la vita eterna’ (Giov. 4,14 ) ed è memoria del battesimo del nostro fratello o sorella defunti.  
   
    3. Sembra inoltre significativo poter dare maggiore continuità tra la celebrazione fatta in chiesa e la sepoltura al cimitero; quest’ultima infatti dà completamento alla Pasqua celebrata all’altare attraverso i segni evangelici del seme deposto nel cuore della terra e del sepolcro vuoto al mattino della Risurrezione.
Tutto il rito si configura come unico respiro di preghiera, spesso però troppo a lungo interrotto dalla sosta di saluti alla porta della chiesa. Esprimiamo quindi il desiderio di avviarci senza indugio verso il cimitero, dove concludere insieme la celebrazione.
 
    4. Di norma è importante che la celebrazione del funerale conservi il suo carattere comunitario.
Il defunto battezzato appartiene anche alla comunità; ogni fratello e sorella cristiani hanno, in un certo senso, il diritto di esserci per pregare e accompagnarlo all’ultima dimora. 
    5. Le intenzioni che si formulano alla preghiera dei fedeli siano espressione di vera preghiera che rivolgiamo insieme al Padre con tutta la fede di cui siamo capaci in quel momento.
Altre riflessioni, testimonianze di vita e di affetto verso il caro defunto siano lette alla fine (prima del commiato), pure espresse con sobrietà e concordate con il celebrante il giorno precedente.

    6. Pensiamo che sia, per i familiari e per tutte le persone vicine al fratello defunto, un appuntamento di consolazione anche la celebrazione nel giorno settimo e trentesimo della morte; un segno concreto di condivisione e di testimonianza della fede nel Signore della Risurrezione.

     7. Nella scelta della cremazione

    a) di norma la messa esequiale in chiesa sia celebrata con la presenza della salma.
È il corpo, infatti, che viene asperso con l’acqua del battesimo, come lo fu la prima volta al fonte; è il corpo che viene profumato di incenso perché fu ‘tempio dello Spirito Santo’ (1 Corinzi 6, 19), luogo degli affetti e strumento del bene compiuto, seme della risurrezione futura.
    b) La preghiera di inumazione delle ceneri, per chi la chiede, sarà fatta solo al cimitero, in un orario da concordare con il sacerdote.
Poiché la liturgia, al cimitero, contempla non la benedizione delle ceneri, né della salma, ma la benedizione del sepolcro, suggeriamo che la preghiera di benedizione venga fatta quando l’urna è posta nella sua ultima collocazione, nella terra (segno del seme) o nel loculo (segno del sepolcro spalancato della Risurrezione); emerge cosí piú evidente il significato pasquale della sepoltura.

    8. Noi preti chiediamo di essere avvertiti quanto prima del decesso avvenuto, in modo da incontrare subito i familiari e con loro condividere il dolore, pregare, preparare la liturgia di celebrazione.

 Schio 17 gennaio 2006

 

VICARIATO DI SCHIO - DIOCESI DI VICENZA CELEBRAZIONE DEI FUNERALI

 

Vicariato Schio - Parrocchia di S.Pietro Apostolo - Via Cavour,3 - Schio (VI) - P.I. 00706250248